Al mercato algerino

Al mercato algerino

Incontri casuali, fascinazioni linguistiche e nostalgie, in una lunga giornata tra il porto e il mercato di Marsiglia.

 

Ascolta "Detournement sardi al mercato algerino a Marsiglia" su Spreaker.

 

Come si scrive Marsiglia? Come si scrive il Mediterraneo?

Maria Luisa è di Sassari ma da qualche anno si è spostata su un’altra sponda del Mediterraneo, a Marsiglia, dove sta portando a temine un dottorato di ricerca. Le piacciono molto la letteratura e le storie, cercarle e catturarle, gli echi di lingue lontane, di orizzonti diversi, le strade di Marsiglia e le persone che le attraversano.
E Marsiglia col suo essere una grande città portuale e multietnica, è piena di storie, di accenti e di lingue diverse, ma tutto è relativo e per la gente di Marsiglia la lingua esotica è la sua che parla con suo amico sardo, anche lui appassionato di letteratura, andato lì a trovarla e a girovagare per la città…

La prima tappa è un ristorante all’interno del mercato algerino del centro città, nel quale i due si attardano per un pranzo che durerà non meno di cinque ore. Avevano molto da raccontarsi e il loro ridere e il chiacchierare a voce alta desterà l’attenzione e la curiosità di un piccolo gruppo di bambini di sei o sette anni, seduto lì a fianco con la famiglia che, al sentire quei suoni per loro così strani e inusuali, lasciano il tavolo dei genitori, si avvicinano e iniziano a fissarli intensamente, con gli occhi sgranati, concentratissimi per un lungo periodo di tempo.

Piano piano a questi bambini se ne aggiungono altri e si forma un vero e proprio gruppetto di sei-settenni che stanno lì a fissarli, straniti e affascinati come se loro si trovassero sopra il palco di un teatro.

Al rendersi conto di questo pubblico i nostri due scoppiano a ridere fragorosamente e i genitori spiegano loro che i bambini sono così presi perché non hanno mai sentito suoni del genere e rimangono incuriositi da questa nuova lingua che “li porta così lontano”.

I due amici, divertitissimi per la scena, con uno stato d’animo sognante, sentendosi in quest’atmosfera un po' surreale, quasi da film di Bunuel, si avviano, filosofeggiando di letteratura, di incroci di strade e di culture, per le vie del porto.

E mentre stanno lì, seduti sul molo del porto, guardando il mare (più o meno nel punto in cui sorgeva l’antica prigione della città) e discutono a voce alta, all’improvviso gli appare un signore.

L’uomo con un paio di birre in una sacca, che poi gli regalerà, incuriosito dalle loro voci si era avvicinato ad ascoltare, gli chiede da dove arrivino e se possono continuare a parlare soltanto per sentire il suono di quelle voci, di quella lingua.

Loro gli dicono di essere italiani e parlano un poco. Quindi ringrazia e va via. Aveva da sempre il desiderio di fare un viaggio in Italia ma i biglietti costano troppo e in quel modo loro gli avevano dato la possibilità di fare un viaggio immaginario in quei luoghi, giusto appena oltre il confine francese.

 

Registrazione di François : Luglio 2023, Festival Mediterranea, Alghero.

 

Storie Vere

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Piattaforma web realizzata con la parte di fondi attribuiti ad Andrea D’Urso (Ricercatore di Letteratura francese, DUMAS, UNISS) in qualità di proponente del laboratorio per la raccolta di "Storie vere della Sardegna" con lo scrittore marsigliese François Beaune, nel quadro del Progetto di ricerca interdisciplinare DM 737/2021 “Il governo del patrimonio linguistico e culturale per lo sviluppo sostenibile delle destinazioni” (referente scientifico: prof. Federico Rotondo), finanziato dal programma NextGenerationEU.

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