Disegno di Alessia Sini
Disegno di Alessia Sini

Suole e mantello

 Sono Giulia e voglio raccontare una storiella che mi ha raccontato mio padre riguardante mio nonno.

Dunque mio padre è l'ultimo di tanti figli di una famiglia numerosa e mio nonno faceva il calzolaio e mio padre mi racconta che quando era piccolo, almeno una volta al mese arrivava in casa loro quest'uomo misterioso che loro chiamavano Tziu Budda per qualche motivo non conosciuto.

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Si diceva che abitasse sui monti e sbattendo il piede due volte dal monte arrivasse in un baleno alla stazione di un paese vicino al nostro e che poi arrivasse magicamente a casa dei mie nonni.

E ogni volta che quest'uomo arrivava portava con se tantissimo cibo, comunque formaggio, spesso degli agnellini sotto il suo mantello gigante, dato che comunque la famiglia di mio padre era molto povera.

E dato che appunto questo uomo era così misterioso e le sue attività non chiare, in ricompensa a questo cibo mio nonno, essendo calzolaio,  gli cambiava ogni volta la suola delle scarpe, per non essere, insomma, rintracciato da - probabilmente - le autorità.

Mio padre temeva molto quest'uomo perché arrivava sempre con questo mantello, un cappuccio, quindi chiaramente a un bambino piccolo faceva paura, però allo stesso tempo portando cibo e comunque provviste, lo viveva come un momento sì di paura ma anche di gioia; quindi questa dicotomia di sentimenti.

Fran¢ois Beaune - Dov'e il paese? Puoi un po' precisare? Io non conosco bene la Sardegna.

Giulia - Io sono di Milis e anche i miei genitori e quindi si svolge a Milis. Quindi si diceva che quest'uomo arrivasse alla stazione di Bauladu sbattendo il piede dalle montagne.

Fran¢ois  - Com'è il Milis?

Giulia - Milis è piccola.

Fran¢ois  - Nelle montagne?

Giulia - No, è pianeggiante però ci sono dei monti vicini, ecco!

Fran¢ois  - E dov'è in Sardegna? Nel Nord o ...

Giulia - E' nella provincia di Oristano quindi centro - ovest.

Fran¢ois  - E quando è successa questa storia?

Giulia - Beh direi... Oh Dio, mio padre è piccolo quindi... Fine anni '50, inizio '60.

Fran¢ois  - Che facevano i nonni, la nonna, i genitori di tuo padre?

Giulia  - Mio non era calzolario appunto... Quindi faceva le scarpe per tutto il paese e questo era il suo lavoro principale, faceva le scarpe.

Andrea D'Urso - Ma di quest'uomo non si sa nulla? Cioé, dell'uomo col cappuccio nessuno in paese conosce l'identità?

Giulia  - Nulla. Sì, non si sa niente.

Giulia  - No, io conosco solo storie. Cioè l'ho sentito sempre solo nominare da mio padre. Per esempio nemmeno mia nonna, quindi probabilmente quest'uomo aveva contatti solo con poche persone.

Fran¢ois - Avete altre domande per lei?

[ Altre voci lontane ]

Giulia  - No no, cioè quest'uomo effettivamente portava del cibo alla famiglia di mio padre perché in determinati momenti altrimenti non avrebbero potuto vivere, quindi cioè effettivamente...

Andrea - Quindi è anche un benefattore? E' interessante il contrasto tra la paura che magari metteva,  però anche il fatto che fosse un benefattore.

Giulia - Esatto !

Fran¢ois - Adesso possiamo immaginare chi potrebbe essere quest'uomo, perché se vuoi raccontare questa storia forse possiamo aggiungere delle cose come... La facciamo più ... Chi potrebbe essere nella tua testa ? Nel tuo immaginario? Come ti immagini?  Chi potrebbe essere quest'uomo? Un bandito? Non so?

Giulia -  Sì, o un bandito o comunque qualcuno che viveva in solitaria e che probabilmente andava in giro davvero a derubare qualcuno, perché comunque quest'uomo si faceva cambiare le suole per non far trovare le sue impronte insomma in giro per i monti e la campagna. Quindi sicuramente non era una persona tra virgolette normale.

Andrea - E il titolo che possiamo dare? L'uomo col capuccio? L'uomo dal capuccio nero?  

 

 

Giulia 

Registrato da Fran¢ois Beaune
durante le lezioni di Letteratura francese del Prof. Andrea D'Urso.
14 novembre 2024

 

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