Sono Giovanni Pala e sono un'insegnante di inglese di questa scuola. Sì, io sono anche un ex alunno di questa scuola, come tutti i miei alunni, molti sono qui presenti, sanno.
Ascolta "Semel in anno licet insanire" su Spreaker.La cosa fantastica era proprio il primo anno di Università, io studiavo lingue a Sassari. Aspettavamo tutti con ansia il momento della festa degli universitari, ovvero Festa delle matricole. Matricola è il numero che ti danno quando entri all'Università. Diventi una matricola quando sei al primo anno.
Quindi la festa con un sistema è questo: la Torre di Sulis, qui davanti, era a nostra disposizione, il Comune ce la concedeva. Inutile dire che il tasso alcolemico dei partecipanti arrivati a mezzogiorno, l’una era già da arresto immediato. E ricordo benissimo la festa degli universitari; venni con la mia Vespa 125 e appena tornato dall'Istituto d'arte, che adesso è il Liceo artistico, portando due ragazze. sul… perché si poteva viaggiare anche in tre, cioè i poliziotti e i carabinieri erano abbastanza tolleranti! Senza casco, l'obbligo è arrivato nell'ottantasei, quindi sto parlando prima dell'ottantasei.
Arrivato qui volevo liberare ovviamente la mia, la mia scuola. Il preside Macciotta fece chiudere, sbarrare, il portone e addirittura chiamò i poliziotti, molti dei quali erano miei amici. Quindi i poliziotti assisterono al fatto che io mi arrampicai sulla grondaia e salii al primo piano bussando alla porta dove ho trovato in un'aula il mio vecchio professore italiano, severissimo, il professor Monti, che però è stato con me tollerante mi ha, anzi aiutato a scendere dalla finestra.
Sulle scale ho trovato il preside che mi ha riconosciuto, mi ha afferrato per il cappotto, mi ha detto - Pala, ti denuncio! - Ho detto - Ma preside, si calmi che le viene un colpo! -
Insomma, con il mio fischietto ho liberato 2,3 classi, il bidello aveva l'ordine di non far uscire nessuno, quindi sono arrivato in questo portone. Il bidello che mi conosceva da 5 anni mi ha detto - Dai, dai -
Ha aperto la porta e mi ha fatto uscire con un po’ di ragazzi.
Arrivato poi alla Torre di Sulis, lì c’era grande festa, musica a tutto volume e c'era da bere non esattamente acqua minerale, ricordo che per la smatricolazione, perché le matricole erano sottoposte a una specie di rito di iniziazione, mi fecero una torta sulla testa. Io allora avevo ancora i capelli, vi lascio immaginare questa specie di hennè che mi han fatto, quindi mi hanno rotto un po’ di uova, ha messo della farina, della marmellata e delle altre cose e insomma sono inzaccherato. Poi con la mia Vespa sono tornato a casa, mi sono fatto la doccia e poi sono tornato a ballare con i miei amici.
Una tradizione che purtroppo ultimamente si è persa. L'ultima volta che è venuto un gruppo di universitari c'era il rappresentante degli studenti che li ha accolti e ha detto - Ragazzi, scusate, abbiamo dei compiti in classe e non si può fare. - Gli universi hanno girato i tacchi mestamente, hanno abbandonato il locale. Io da insegnante dico: ok, abbiamo fatto lezione, abbiamo fatto il nostro dovere, però da ex studente questa cosa mi è un po’ dispiaciuta perché era una tradizione comunque, un po’ malsana per il fegato, però insomma: Semel in anno licet insanire. I ragazzi del classico e del linguistico sanno cosa vuol dire: una volta all'anno si può concedere. Ho trovato un po’ un peccato che non si faccia più. Quindi quello che diceva la collega non si fa più qui ad Alghero, è un po’ un peccato. Io sarei in prima fila, mi arrampicherei volentieri al primo piano.
Prof. Giovanni Pala
Registrata da François ad Alghero (Liceo Manno)
15 novembre 2024
