Tempo fa ho iniziato a presentare la figura di mia madre Gerolama Piga. Una poettessa in lingua sarda, in un paesino piccolo, Bulzi, che non fa neanche seicento abitanti. Però un paese battagliero. Ho raccontato come ha iniziato a scrivere, che era la sua passione, a scrivere poesie, a cantare, perché cantava sempre in continuazione da ragazza.
Listen to "Sa missa in sardu" on Spreaker.Ma è questo un episodio particolare.
Già prima del 1994 a Bulzi è venuto un sacerdote: Don Francesco Tamponi. Un sacerdote che adesso è il responsabile dei beni culturali e diocesani della Chiesa di Tempio Ampurias. Una persona molto colta e molto intelligente. Una persona che amava avere contatti con la gente, un estimatore di opere, di cose in sardo, delle opere della Chiesa, delle statue... veramente in gamba.
Questa don Francesco Tamponi ha conosciuto mamma, come ha conosciuto le sue altre parrocchiane.
A mamma, dopo che ha capito che scriveva e che scriveva poesie in sardo e che faceva delle belle rime, etc., le ha chiesto un favore, cioè - Tzia Girò. Lei mi deve fare un grande favore, una cosa importantissima. Lei mi deve tradurre la santa messa in sardo, la messa solenne, quella che si fa per il patrono di Bulzi, San Sebastiano, che si festeggia a Bulzi il 20 di gennaio. -
Mamma dopo tante insistenze ha accettato, perché diceva - Io non sono in grado di farla - Anche perché la sua parlata era gallurese, non era proprio parlata sarda, diceva - Ma lei si è in grado di farlo, perciò me lo deve fare questo favore. -
E allora mamma si è messa d'impegno per tradurre questa lingua sarda. Una volta che l'ha tradotta, tra una cosa e l'altra più di 14 mesi, perché poi non l'ho fatta ma l'hanno mandato a correggere le Istituto Bellieni di Sassari, perciò hanno cercato di farla con tutti i criteri.
Nel frattempo, in questi 14 mesi, insieme leghi assieme a Don Francesco, si riunivano e coinvolgevano tutta la popolazione, tutti paesani, la sera si devono fermare per imparare, approvare insieme di poter leggere bene questa messa, perché un conto è la parlata, un conto invece è la cosa orale, un conto invece è la lettura, insomma tra una cosa e l'altra ci sono voluti più di 14 mesi per questo evento, questo per non sfiggurare davanti al Vescovo e agli altri sacerdoti che vengono tutti gli anni, come si fa in tutte le chiese.
Arriva il momento di questa messa, il 20 di gennaio, e il Vescovo quando arriva Don Paolo Atzei e dice - Assolutamente questa messa non si può celebrare, non si può celebrare in sardo. -
Non vi dico come ci è rimasto da un Francesco che si era già messo d'accordo precedentemente con lui e aveva già avuto il suo benestare perciò era una cosa già decisa. Ora invece arriva al vescovo e rifiuttava di fare questa cosa qua.
Insomma alla fine la messa si doveva dire, la gente aspettava, tutti in chiesa, aspettavamo tutti quanti che uscissero dalla sagrestia per la celebrazione della messa. Alla fine Don Francesco si è piegato e il giorno si è fatta la messa in italiano.
Finita però la messa, la chiesa era gremita da tantissima gente, giornalisti di carta stampata, di televisioni pubbliche, privati, Rai 3, Rete 4, Canale 5... Ce n'era poco di gente! Era piena come un uovo.
Ha terminato la messa, il momento che il sacerdote si è avvicinato per salutare tutti i prelati, il vescovo che è arrivato ha preso le vesti davanti a tutti, si è tolta le vesti e li ha buttate per terra tutti i paramenti davanti ai piedi del vescovo. Manifestando appunto la sua delusione e quella della popolazione che non gli era stato permesso almeno una tantum di esprimere con la propria lingua questa messa anche per tutto l'impegno che questa gente aveva preso per tanto tempo che si erano preparati
Perciò la cosa è stata eclatante e lì la gente piangeva, parrocchiani perché lui diceva - Io do le dimissioni e potete immaginare come ha reagito la popolazione piangendo e cercando di farlo calmare ma poi il vescovo volosteso che cercava di farlo ritornare sui passi ma Don Francesco sembrava inremovibile.
Perché poi alla fine dopo tanto tempo si era allontanato per un certo periodo dal paese per non so un mese o un mese e qualcosa anche di più per cercare di calmare gli animi perché la popolazione era proprio avvilita, era demoralizzata, però lui non voleva essere lì a fomentare anzi si è ritirato in buon ordine poi il Vescovo è riuscito a convincerlo a non lasciare il sacerdozio a non sprettarsi e a non lasciare anche la popolazione perché ormai aveva capito che la popolazione era tutt'uno con lui.
Dopo 31 anni da questo fatto, che ne hanno parlato i giornali, i telegiornali, per tanto tempo c'è stato interviste, venivano a Bulzi, cercavano mia mamma, la fotografavano, abbiamo ancora i giornali e io ho conservato molte cose de La Nuova Sardegna de L'Unione Sarda di vari giornali anche italiani nazionali dove appunto era stata eclatante la cosa!
Dopo 31 anni da questo fatto abbiamo scoperto una cosa, praticamente la motivazione cos'era?
Che il giorno prima della celebrazione della messa il Vescovo aveva ricevuto la telefonata di Francesco Cossiga che da tre anni non era più Presidente della Repubblica però aveva ancora il suo potere, il suo codazzo di persone che lavoravano sotto traccia.
Era venuto a sapere di questa cosa qui probabilmente da qualche sacerdote che non era convinto o da qualcuno insomma perché non si capisce come mai e questo qui, questo galantuomo, ha avuto l'ardire di dire al vescovo che la messa in sardo non si poteva dire, assolutissimamente, perché secondo lui le sue parole rafforzava e legiferava l'indipendentismo sardo.
Queste sono state le sue parole queste le parole del nostro politico, nostro perché purtroppo era sardo votato da noi, che non ha fatto niente per la Sardegna, anzi, anzi ha fatto disastro per la Sardegna l'unica cosa che aveva era questo accento particolarmente sardo per il resto non è stato per niente una figura importante per noi una persona che era stata votata per aiutarci no? Infatti abbiamo visto forse per lui era più bello parlare della Sardegna livello folcloristico parlare di pattadese, di canti e balli eccetera, senza entrare veramente nel nel cuore dell'isola senza voler portare avanti le nostre identità la nostra lautta per la lingua e quindi don Francesco diceva Gesù Cristo non ha mai impedito a nessuno di esprimersi nella propria nella propria idioma per quale motivo noi non possiamo farlo?
Ad Alguero per esempio si fa si dice la mese in catalano naturalmente molti vescovi erano contrari tipo Ottorino Alberti di Cagliari era uno di quelli contrari.
Però c'erano pari che erano a favore e quindi era era una cosa che poteva essere un input per aiutare prima che poi avesero fatto legge il bilinguismo questo è quello che mia madre ha fatto naturalmente potete immaginare la deliusione di questa signora dice non per quello per l'impegno che ci ha messo perché diceva io ho messo sotto le mie piccole forze ma era molto delusa infatti aveva scritto una lettera di fuoco al vescovo il vescovo gli aveva risposto e appunto le cerca aveva questa corrispondenza
Naturalmente lei al vescovo gli ha scritto in sardo e nella prefazione della traduzione di questa messa in sardo ha voluto prima di iniziare la messa voluto mettere una preghiera che senz'altro conoscete un po tutti perché è una una preghiera abbastanza nota.
Sa domo divina. La casa divina.
A casa di Dio vengo con tutto il sentimento
saluto il sacramento e tutto quello che c'è dentro
avanti col mio piede fino alla casa di Dio
fino alla casa di Cristo
Cerco tutti i parenti vivi e morti
questo è il primo gradino
questo è la casa divina
questa è la casa di Dio
perdonati siano i miei peccati
l'acqua santa mi metto e con Dio mi raccomando
ecco la nostra signora per sentire una buona messa
mi raccolgo con essa
questa è la casa di incanto
il babbo il figlio lo spiurto santo.
Naturalmente le parole in sardo sono tutte in rima che in italiano non riesco a farle coincidere logicamente.
E' una pregliera che si dice ancora adesso, o per lo meno le persone anziane, e che si dice in raccoglimento prima di entrare a sì ascoltare la messa.
Racconto e Traduzione in lingua italiana
Miriam , figlia di Girolama Piga di Bulzi
Villa Maria Pia - Alghero
26 luglio 2025
