Questi sono i miei bisnonni. Nonno Edoardo... Io li chiamerò nonni perché, viene un pochino meglio, e nonna Gesuina. Questo racconto è dedicato a loro, in primis a mio nonno in particolare, perché è appartenuto alla vita sassarese.
Listen to "Pane, olio e amore. Storia di un uomo straordinario." on Spreaker.
E' nato qua. Mio nonno era un ragazzo che è stato adottato, il classico trovatello, messo in una cesta davanti a casa di famiglia ricca. Probabilmente i genitori non potevano tenerlo e quindi l'hanno, diciamo, adagiato davanti a un cancello di una famiglia ricca, la famiglia Pilo.
La storia di mio nonno inizia tra la fine dell'Ottocento e gli inizi nel Novecento. E' strettamente legata alla città di Sassari, dove tutta la nostra famiglia ha avuto un ruolo fondamentale nel Gremio dei Viandanti, che ha origine già dal 1476, anno in cui viene fondato ufficialmente.
Nello statuto del 1633 furono redatti i primi capitoli scritti, gli ordinamenti, che ne regolavano la vita sociale e religiosa. La patrona, Nostra Signora del Buon Cammino, è la Madonna protettrice di chi è in viaggio. La sua cappella ha sede nella Chiesa di Sant'Agostino a Sassari. Il candeliere è caratterizzato da una colonna color legno naturale con decorazioni barocche molto ricche.
Oggi non scrivo per me ma per dare voce alla storia del mio bisnonno Edoardo, un uomo che ha contribuito allo sviluppo locale attraverso diverse attività produttive. Nonno era un importante proprietario terriero. Possedeva diverse scuderie, frantoi e mulini per il grano. Le scuderie e i cavalli erano al servizio dei Carabinieri di Sassari. La gestione era stata affidata a qualche abitante di zona, persona di fiducia.
I mulini di olio e di grano erano fondamentali per il sostentamento e per l'economia della famiglia, molto numerosa. Erano esattamente diciassette figli: quindici maschi e due sole donne, di cui una è in vita ancora oggi: mia zia Lucia. Una donna devota alla famiglia e al suo amato Gremio.
La vita scorreva tranquilla fino agli anni della II° Guerra Mondiale, quando durante una macinata di grano i tedeschi minacciarono il mio bisnonno e sequestranono una grandissima quantità di merce. In quell'istante di estrema tensione mio nonno prese il fucile e sparò. Quella scarica di colpi fu l'estrema e sofferta difesa di tutto ciò che aveva costruito con fatica. Inevitabilmente fu arrestato e rilasciato dopo qualche giorno. A quel punto si rese conto che la merce non era più al sicuro e così venne divisa in piccole quantità e messa al sicuro, conservata nei sotterranei della città dove tutte le chiese erano collegate fra di loro. In questo modo i tedeschi poterono solo accontentarsi del povero bottino.
Rimase la locanda dove mia nonna Gesuina preparava piatti tipici per la tradizione sassarese e dava alcuni alloggi per i forestieri.
La locanda rimase intatta. I tedeschi non l'attaccarono.
Oltre all'ostacolo dei tedeschi a rendere dura la vita si aggiunse anche il declino della salute. Alcuni figli si ammalarono come ad esempio mia zia Cristina che prese la tuberculosi e nonno dovette pagare i dottori con i terreni di Bancali. Perse più di diciasette ettari di terra e i suoi quattro amati figli. Le cure erano strettamente costose e difficilmente era garantita una buona riuscita.
Fu così che in quel periodo, nonno Edoardo e nonna Gesuina, persero gran parte della famiglia e dei loro beni. Nonostante questo evento doloroso nonno ha cresciuto i figli con amore e devozione, mettendoli sempre al primo posto.
Mentre il tempo scorreva, mio nonno trovò rifugio nell'anima del Gremio dei Viandanti, riversò il suo cuore al servizio del Gremio e nel 1941 nonno fu tra coloro che firmarono il verbale per riprendere possesso dell'antico candeliere, permettendo finalmente a suo amato Gremio di tornare a sfilare nella Faradda del 14 agosto col proprio cero.
Sono molto orgogliosa del mio bisnonno Edoardo perché ha dedicato la sua vita a tramandare il culto della Nostra Signora del Buon Cammino, insegnando ai figli, ai nipoti che il viaggio del gremiante è fatto soprattutto di fede e di devozione per la famiglia.
Grazie a questo uomo, la mia famiglia nel 2014 ha potuto celebrare cento anni di appartenenza ininterrotta al Gremio di Viandanti. Un record di devozione che ha reso nonno Edoardo un vero e proprio maestro della tradizione sassarese.
A voi tutti: "A zent'anni."
Eliana Ruzzettu
Istituto Tecnico Salvator Ruiu
Registrato da Fran¢ois Beaune
Sassari, 5 maggio 2026
