Il segreto del Mao Mao
Monumento ai caduti Campagna d'Africa

Il segreto del Mao Mao

Allora, io sono Barbara e la storia che vi racconto è una storia ambientata all'interno della mia famiglia, esattamente dal ramo materno.

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Quando ero bambina, insieme a tutti gli altri miei cugini, frequentavo la casa dei nonni e all'interno di questa casa c'era una stanza che era inaccessibile a noi nipoti. Era il ripostiglio dove si diceva che vivesse il Mao Mao. Il Mao Mao era una sorta di mostro acchiappa bambini che viveva nel buio e quindi era una sorta di limite che veniva prefissato per evitare che andassero a curiosare, a scovare cose che si volevano tenere in qualche modo custodite o conservate.

 

Ma io sin da bambina avevo questa curiosità che mi divorava nel voler cercare di capire che cosa ci fosse dietro le cose proibite, e un giorno scovai un quadro, che era stato appoggiato sul muro dietro la bicicletta di mio nonno, che ritraeva un uomo in divisa. Io non ci riconobbi nessuno della famiglia; i tratti erano completamente diversi, per cui non sapevo identificare questa persona. Non sapevo chi fosse, e nonostante cercassi indizi e di fare domande, sembrava che ci fosse una sorta di segreto sulla figura di questa persona. A supporto di tutto ciò, un giorno mi capitò di trovare dentro il comodino del cassetto di camera di mia nonna delle medaglie.

E quindi il mistero un po' si infittiva, perché sapevo che mio nonno aveva partecipato alla guerra di Abissinia. Se non che qualche anno dopo, mia zia mi raccontò che l'uomo ritratto in quella foto era stato il marito di mia nonna, un uomo che era scomparso durante una campagna d'Africa e che non aveva fatto più ritorno. All'epoca mia nonna aspettava un bambino e per il dolore della perdita di quest'uomo, perse anche suo figlio e quindi rimase vedova. Tra l'altro stiamo parlando proprio al finire della guerra, insomma, una donna vedova non era proprio ben vista.

 

Per di più quando conobbe mio nonno, insomma, c'era una differenza di ceto sociale impressionante perché mio nonno era un nobile, era un conte, mentre mia nonna era figlia di semplici contadini. Per cui anche questo matrimonio era stato osteggiato: era vedova, aveva perso un bambino, non faceva parte dello stesso ceto sociale. Tant'è vero che poi, diciamo, l'amore vinse fra queste due persone e i miei nonni fecero quella che viene chiamata comunemente la “fuitina”, che è una fuga d'amore in piena notte dove loro si sposarono in questa chiesa senza l'abito nuziale, fondamentalmente, e con il ricordo dell'ombra di quest'uomo di cui ancora oggi non si conosce né il nome né nient'altro.


Barbara Barreca
Registrata da François a Porto Torres (Taberna Cervisia)
24 settembre 2025

 

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