Foto del Teatro Civico di Sassari di Gianni Careddu - CC BY-SA 3.0
Foto del Teatro Civico di Sassari di Gianni Careddu - CC BY-SA 3.0

Farendi in Turritana

Allora, stasera vi racconto la storia di Farendi in Turritana. Con la compagnia Meridiano Zero nel 2007, avemmo, diciamo, un momento di bisogno e necessità ma anche di polemica, dissacratoria, perché allora la programmazione di Sassari, estiva, Sassari Estate, la leggevi e c'era solamente commedia... 

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commedia, commedia sassarese, commedia in vernacolo, arrostita, ziminata e poi ancora commedia sassarese, commedia in vernacolo. 

Noi siamo una compagnia di teatro di ricerca, d'avanguardia e abbiamo desiderato avere un altro tipo di pubblico.

Ci chiedevamo - Ma perché dobbiamo avere sempre, diciamo, lo stesso pubblico, essendo in una città comunque piccola? Desideravamo le persone anche anziane, anche di un certo tipo. Quelle che vedevamo entrare in teatro a vedere le commedie sassaresi, le commedie in vernacolo. 

Quindi decidiamo di fare un esperimento, di fare Farendi in Turritana, che è una commedia sassaresa tipica, tradizionale, scritta da Battista Ardau Cannas e poi più volte ripetuta a Sassari da Tore Cubeddu, dalla Compagnia Teatro Sassari.

La tipica storia di una famiglia sassarese dove subentra un fidanzato, il padre violento e geloso, della figlia minore, che si arrabbia con la moglie, la moglie si ammala... La tipica storia diciamo di una famiglia del Sud.

Facemmo una specie di stratagemma. Innanzitutto stampammo una locandina di Farendi in Turritana, classica, cioè tipica. Diciamo una buona presa in giro: stasera ci sarà Farendi in Turritana all'estanco.
Era il 2007, lontano 2007, per cercare di avere il pubblico, che preso in giro, buonariamente, arrivava da noi, pensando di vedere Farendi in Turritana, la commedia sassarese che riempiva i teatri in quel periodo.

Ci sono venute in aiuto le parole di Giovanni Lindo Ferretti che in un'intervista a lui fatta purtroppo introvabile, lui diceva - Ogni tradizione è un estenuante processo di decadenza. Tradizione è tradimento. Non c'è tradizione che non sia subita, non c'è tradizione che non sia tradita, ma solo chi onora la tradizione può essere agente del tradimento. -

Ora quest'ultima frase ci diede il coraggio di andare avanti in questo esperimento, perché di esperimento si può parlare. E lo spettacolo cominciava con una pantomima ripetuta più volte, dei gesti e le azioni della commedia sasserese Farendi in Turritana, studiati veramente alla perfezione, però pantomima, quindi cosa vuol dire?  Muti.

Io ad esempio ero vestita con un frac, un grande cilindro, recitavo le frasi di Giovanni Lindo Ferretti appunto sulla tradizione, completamente riversa su me stessa, completamente piegata in due, con tanto di papillon. E uscivo da una tendina di plastica tipica degli zilleri sassaresi.

Quindi facevamo i gesti e le azioni di Farendi in Turritana davanti a un pubblico finalmente diverso. Vennero tantissime persone anziane a vederci perché erano sicuri di vedere Farendi in Turritana. Quindi per tre quattro volte abbiamo fatto la pantomima di tutte le azioni di Farendi in Turritana. Qualche persona anziana dal pubblico addirittura alla terza pantomima cominciò a darci le battute. Perché non capivano come mai queste azioni così precise riconoscibili della commedia sassarese ma senza parole.

Noi abbiamo pensato, prima di andare in scena, - O ci buttano veramente i pomodori addosso o ci buttano qualcosa presso perché stiamo dissacrando qualcosa di appunto di tradizionale, oppure succede un miracolo - e il miracolo è successo.

Nessuno ha protestato. Non abbiamo avuto nessun pomodoro in testa, nessun lancio di oggetti contundenti e invece ci davano le battute. Poi dopo questa pantomima ovviamente abbiamo degenerato perché lo spettacolo si chiamava si Farendi in Turritana, però il sottotitolo era Degenerazione in generazione. Quindi dopo questa pantomima lo spettacolo continua con una dissacrazione totale della tradizione ma continuando a lavorare sulla tradizione. Quella napoletana di Eduardo de Filippo, quella di Shakespeare del Macbeth, quella addirittura del neomelodico... di Mario Merola, stravolgendo comunque completamente la commedia che il pubblico presente si aspettava.
Alla fine miracolo ha voluto che abbiamo avuto gli applausi. Lo spettacolo è piaciuto tantissimo, anche alle persone anziane.

 

Francesca Ventriglia 
registrata da Fran¢ois Beaune
Sassari, Birroteca Birrajò  - 5 maggio 2026

 

 

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